Antropologia Medica & Disabilità. Prospettive etnografiche

Antropologia Medica & Disabilità. Prospettive etnografiche

8 novembre 2019, Università degli Studi di Perugia, Dipartimento FISSUF. Il Gruppo Antropologia Medica & Disabilità (AM&D) invita ricercatrici e ricercatori a partecipare alla Giornata di studio che si terrà il giorno 8 novembre 2019, presso l’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento FISSUF e a presentare la propria proposta.

 

Intendiamo raccogliere contributi, frutto di riflessioni teoriche ed etnografiche, che si interroghino sulle questioni legate al tema della disabilità, qui delineate.

Per proporre il proprio contributo, si chiede di inviare titolo e abstract (max. 250 parole) della proposta all’indirizzo e mail gruppoamed@gmail.com entro il 20 settembre 2019. La conferma di accettazione della proposta verrà inviata entro il 1 ottobre.

Il gruppo AM&D (Antropologia Medica e Disabilità) nasce dall’incontro di ricercatrici e ricercatori intorno alla tematica della disabilità, a seguito del II Convegno nazionale della Società italiana di antropologia medica (SIAM) tenutosi a Perugia nel giugno del 2018 «Un’antropologia per capire, per agire, per impegnarsi». La lezione di Tullio Seppilli.

Attraverso lo studio e la ricerca, il gruppo intende valorizzare lo spazio di azione della teoria e della pratica antropologica all’interno del campo della disabilità. Le prospettive di antropologia medica che perseguiamo non hanno l’intento di ri-medicalizzare o antropo-medicalizzare la questione della disabilità, ma evocano un’antropologia critico-politica del corpo, dialogica e sperimentale, incentrata sui processi di incorporazione, di ben-essere e, quindi, di salute. La disabilità emerge come un “campo”, inteso sia come spazio di riconoscimento reciproco tra gli attori sociali, sia come terreno di contesa regolato da rapporti di forza. Ne risulta evidenziata la natura innaturale e storicamente determinata della disabilità. La pratica etnografica permette di connettere le esperienze più intime di condizioni “disabilitanti” con i discorsi pubblici e istituzionali; di analizzare le ricadute locali di processi globali, come la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità e i documenti delle agenzie internazionali; di mettere in discussione le categorie di “vulnerabilità”, “marginalità” e soprattutto “funzionamento” e “abilità”.

I lavori scientifici del gruppo, nella loro pluralità, sono uniti dal filo rosso di uno sguardo critico e de-essenzializzante, attento alle politiche di dis-abilitazione di alcune categorie di attori sociali e a quelle di riconoscimento, al disvelamento dell’abilismo incorporato, alle retoriche di empowerment, di autonomia e di indipendenza coniugate in maniera specifica all’interno dei sistemi neo-liberali.  Si va dallo studio dei dispositivi dello sviluppo a quello delle pratiche di cittadinanza attiva, dalle esperienze del corpo nella sua continua relazione con il contesto in cui si trova alle infinite possibilità aperte da pratiche insorgenti.

Nell’ottica qui delineata il gruppo AM&D si impegna in «attività di ricerca con finalità operative tese a fondare processi di consapevolezza e di liberazione» (Tullio Seppilli).

Il gruppo AM&D è composto da:

Virginia De Silva (coordinatrice)

Fabrizio Loce-Mandes

Massimiliano Minelli

Francesca Pistone

Giovanni Pizza

Andrea F. Ravenda

Nicoletta Sciarrino

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