Il progetto del “monoblocco”

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1965-1978: il movimento anti-manicomiale umbro

Il progetto del “monoblocco”

Nello stesso Consiglio della Giunta provinciale del 20 settembre 1965 il presidente Rasimelli riferisce quanto emerso durante un precedente convegno svoltosi il 25 marzo 1965 nella sede della Provincia, dedicato alle questioni sulla psichiatria perugina (Bollettino di informazione della Provincia, 1965). In quella occasione era stata messa in discussione la costruzione di un nuovo Ospedale Psichiatrico, il cosiddetto monoblocco, i cui lavori avevano avuto inizio nell’estate del ’61 a seguito dell’approvazione del progetto per vincita del concorso dell’architetto Daniele Calabi.

Progressivamente su tale progetto erano stati avanzati alcuni dubbi. Se da un lato infatti il sopraggiungere di una frana aveva costretto a interrompere i lavori, dall’altro, poco tempo prima della sua morte, avvenuta nel 1964, lo stesso architetto Calabi aveva preso le distanze dal suo progetto, ritenendolo non più idoneo rispetto alle nuove concezioni della psichiatria. Facendosi portavoce della nuova fase di riflessione che si era aperta anche tra gli operatori sanitari e gli amministratori provinciali, Ilvano Rasimelli durante l’ormai noto Consiglio del settembre del 1965, commenta:

“Noi non crediamo più, ed è vero, all’Ospedale nuovo che sana tutto, e diciamo: intanto facciamo funzionare bene l’Ospedale vecchio, non andiamo in una casa nuova con gente vecchia, con strutture vecchie, perché non risolviamo nessun problema: cambiamo le strutture mentre prepariamo la casa nuova, costruiamola a mano a mano che cambiano queste strutture”

La riserva sulla costruzione del monoblocco viene alla fine sciolta dall’Amministrazione Provinciale: durante il Consiglio del 14 febbraio 1966 infatti l’assessore Luigi Bazzucchi annuncia che la Giunta è arrivata alla conclusione di non procedere alla realizzazione del progetto. Con questa decisione, come scrive Ferruccio Giacanelli, “la Provincia di Perugia imboccava decisamente la strada della psichiatria senza manicomio” (Giacanelli 2014, p. 64).

Il Messaggero, 19 gennaio 1966