Cenni storici

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Il manicomio di Perugia

Cenni storici

Nel 1303 viene fondato a Perugia l’«ospedale» di Santa Maria della Misericordia, luogo di ospitalità e assistenza a «poveri infermi e pellegrini», a bambini abbandonati e a tutti i «deboli che non possono altrimenti procurarsi il vitto».

“Vi si racchiude sempre molto fetore molestissimo e pernicioso (…) tutt’i perniciosi effluvi che traspirano dai Corpi Infermi, tutta la puzzolente esalazione che si tramanda dai luoghi delle immondezze, tutta viene respinta nella medesima infermeria, nella pubblica strada e in conseguenza nella città”.

Dalla fine del ‘600 risultano ricoverate persone affette da «mal di pazzia», collocate nelle infermerie comuni o in stanze separate, spesso insieme ai tisici. Per queste due categorie di infermi verrà creato, circa un secolo dopo, lo «Spedale de’ Pazzi e Tisici» nella vicina località Fontenovo.

Quando poi nei locali dell’ex Monastero Benedettino di Santa Margherita viene istituito nel 1824 lo «Stabilimento de’ Mentecatti», vengono trasferiti qui i dodici “infermi” che si trovavano ricoverati nello Spedale in Fontenovo.

Da allora occorrerà circa un secolo per il completamento del Manicomio di Santa Margherita che terminerà nel 1924, quando verrà costruito l’ultimo padiglione.

Nella sua configurazione definitiva l’istituzione psichiatrica perugina assumerà così la fisionomia, ancora oggi bene identificabile, di manicomio «a padiglioni», sparsi in un’area molto vasta, circa quaranta ettari, che si estende dalla zona di Santa Margherita a quella di Monteluce.

Nel tempo vengono istituite tre sezioni distaccate dell’Ospedale Psichiatrico a Città di Castello, Foligno, Spoleto. Inoltre agli inizi del Novecento un ulteriore cambiamento segna la storia dell’Ospedale Psichiatrico: dopo anni di gestione da parte della Congregazione di Carità, il manicomio viene acquisito dalla Provincia di Perugia (Provincia di Perugia, 1995c).