Memorie dal Manicomio

UN PROGETTO PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA STORIA DELLE POLITICHE PSICHIATRICHE IN UMBRIA

Da molti anni ormai la Fondazione Angelo Celli per una cultura della salute si occupa dei processi di autoriforma e superamento dell’istituzione manicomiale, e in particolare dei percorsi che portarono la Provincia di Perugia e l’intera Umbria al progressivo smantellamento dell’ospedale psichiatrico e alla costruzione di una rete di servizi territoriali ancor prima dell’approvazione della Legge 180 del 13 maggio 1978.

Già a partire dal 2002 la Fondazione ha avviato un lungo percorso di ricerca, promossa dalla Provincia di Perugia e coordinata da Tullio Seppilli e Ferruccio Giacanelli, con l’obiettivo di tracciare il quadro storico-antropologico che caratterizzò il ventennio compreso tra il 1960 e il 1980. Una ricerca tesa a ricostruire, sulla base di materiali bibliografici, documenti amministrativi e di altro tipo e soprattutto colloqui con differenti categorie di protagonisti e testimoni, quanto avvenuto in quegli anni, non solo a Perugia, ma anche nelle sezioni distaccate dell’allora ospedale psichiatrico (Città di Castello, Foligno e Spoleto) dove la lotta anti-manicomiale si era sviluppata con connotazioni specifiche, evidenziando l’eterogeneità del movimento.

Tra il maggio 2008 e l’aprile 2009, su mandato della Regione Umbria, la Fondazione ha coordinato le iniziative realizzate nell’ambito del trentennale di approvazione della legge 180, promuovendo e divulgando eventi di vario tipo (convegni, giornate di studio, dibattiti, corsi di formazione, mostre fotografiche, proiezioni filmiche, incontri sportivi) rivolti a molteplici segmenti di popolazione.

In questo quadro la Fondazione ha anche collaborato, curandone il coordinamento scientifico, alla realizzazione del film documentario “Dentro le proprie mura” di Carlo Corinaldesi presentato in occasione del trentennale. Numerosi sono stati inoltre gli incontri e i seminari organizzati, in accordo con i servizi e le istituzioni, per riflettere intorno allo stato attuale dei servizi psichiatrici proprio a partire dalla storia umbra del movimento di autoriforma; così come numerose sono state le pubblicazioni prodotte in tema di de-istituzionalizzazione a cura della Fondazione Celli.

Per la sua storia e le sue specificità, la Fondazione Angelo Celli si configura dunque come il contesto ideale per tutelare e valorizzare la memoria del vasto e articolato movimento di riforma psichiatrica che ha interessato l’Umbria nella seconda metà del ‘900; e allo stesso tempo rappresenta anche lo spazio più idoneo, una sorta di “territorio franco”, per avviare una riflessione partecipata intorno a quanto accaduto nella nostra regione e in Italia dalla 180 in poi e approfondire le numerose questioni rimaste ancora aperte.

Sul movimento psichiatrico di autoriforma, la Fondazione Celli conserva un ampio ed eterogeneo materiale:

  • documenti amministrativi, resoconti delle assemblee popolari, articoli di giornali, manifesti e volantini, documenti fotografici, filmici e sonori;
  • e soprattutto le interviste in profondità svolte nel corso degli anni di ricerca a molti dei protagonisti del movimento anti-istituzionale (psichiatri, infermieri, assistenti sociali, amministratori, dipendenti dell’ospedale psichiatrico, sindacalisti, ecc.); testimonianze che rendono conto, attraverso i vissuti soggettivi, delle pratiche, delle esperienze e dei micro e macro processi che hanno caratterizzato questa parte della nostra storia recente.

Alcuni dei principali protagonisti coinvolti, peraltro, come Tullio Seppilli e Ferruccio Giacanelli (coordinatori della ricerca), Ilvano Rasimelli, molti amministratori e operatori del tempo sono ormai scomparsi, lasciando in eredità la loro storia attraverso numerose registrazioni, scritti e carteggi.

Un materiale prezioso che merita di essere valorizzato e messo a disposizione della collettività entro un più ampio progetto da svilupparsi in futuro, su un lungo periodo, con l’obiettivo di arrivare alla realizzazione di un vero e proprio spazio archivistico, espositivo e “interattivo” nei locali della Fondazione; uno spazio articolato in aree dedicate ad allestimenti di vario genere (ad esempio fotografici, artistici ecc.), a laboratori, ad archivio e biblioteca e a postazioni telematiche per accedere ai documenti digitalizzati.

Una sorta di archivio-laboratorio dunque, capace di rivolgersi ad un vasto “pubblico” (studenti, professionisti, specialisti, ricercatori, ecc.) e le cui attività, nella prospettiva di sviluppare un progetto più ampio, possono essere pensate attivando per step, via via nel tempo, differenti moduli operativi.

Con il contributo della Regione Umbria (DGR N.1291 del 12/11/18), la Fondazione Angelo Celli ha avviato una prima fase di lavoro per la valorizzazione e la divulgazione di larga parte del materiale conservato sul movimento anti-istituzionale umbro. Nel corso del 2019 in particolare saranno effettuati: il censimento, la schedatura e la catalogazione dei materiali (sia cartacei che fonti orali) che saranno in parte pubblicati.